17/12/07

Dedicato a Catia...

Cari amici, oggi non voglio parlare di web 2.0., ma di something else...

Oggi sono particolarmente triste perché una delle mie migliori amiche, Catia, la piccola Catia, sta attraversando un brutto periodo...la sua salute è fortemente insidiata.

Io, che non ho mai avuto un diario, sento l'esigenza di scriverne una pagina...adesso. Le mie dita corrono sui tasti da sole, quasi cercando parole già scritte.

Chi è Catia?

Catia è uno scricciolo dal viso dolce e dalla voce calda. L’ho conosciuta sei anni fa in una commissione di lavoro sulla Continuità. Insegna nella scuola dell’infanzia e ama molto il suo lavoro, che svolge con estrema professionalità.

Si è immediatamente stabilita un’intesa spontanea, fatta di comprensione “al volo”. Catia è discreta al punto che non telefona per non disturbare, ma aspetta che sia io a chiamarla.

"Ma cosa vuoi mai! Hai famiglia, tante cose da fare...non voglio distoglierti. Chiama tu quando puoi".

E’ disponibile con me in qualsiasi momento e mi fa sentire speciale. Ma speciale, anzi unica, è lei che, nonostante le tante traversie affrontate, ha sempre un sorriso e una parola di comprensione.

Catia sa dare senza riserve e senza chiedere nulla in cambio. E’ un canale di smistamento dell’energia universale, che tiene sempre aperto e diretto su di me.

E’ una piccola grande donna. E’ mia amica.

E adesso non sta bene...e io mi sento in colpa per tutte le volte che avrei potuto dedicarle più tempo e non l'ho fatto perché impegnata in mille casini...

Avete mai provato tale senso di colpa? E' subdolo, strisciante, ti prende e insinua in te un sottile malessere di cui non riesci a liberarti.

...E per liberarmi di tale greve sensazione sto scrivendo queste righe e ti dedico questi miei poveri pensieri che non possono nulla, cara amica mia!

Dedicato a Catia...

A te
che hai saputo vedere
gli occhi del cielo
consegno la mia ombra
perché tu ne conservi
nitidi i contorni.
Ai cerchi liquidi del tuo pensiero
affido il valore
delle idee coraggiose.
A te
che hai imparato
a liberare la speranza
dal dolore
dono le linee sinuose
dei ricordi paralleli:
con esse aiutami
a tracciare il disegno
di questo presente.


Dedicate più tempo ai vostri cari finché tempo c'è, amici...

17 commenti:

  1. E un adolescente disse: Parlaci dell’Amicizia.
    E lui rispose dicendo: Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
    E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
    E’ la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
    Quando l ’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
    E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
    Nell ’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
    Quando vi separate dall ’amico, non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara dalla pianura.
    E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
    Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
    E il meglio di voi sia per l ’amico vostro.
    Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
    Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore della morte?
    Cercatelo nelle ore di vita.
    Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
    E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell ’amicizia.
    Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

    Kahlil Gibran

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  2. Grazie infinite, carissima Sara. Non potevi trovare versi più vicini al mio stato d'animo...

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  3. La vera amicizia si vede nell'essere presenti nel momento del bisogno: ci si può ignorare per mesi, ma quando è necessario ci si riavvicina come se lo si fosse fatto appena il giorno prima.

    Il tempo è una convenzione: a volte bastano 2 minuti per condividere tutta l'eternità ...

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  4. Ciao Annarita. Penso che in questo momento di difficoltà sei tu che devi far sentire speciale Catia.
    "E’ disponibile con me in qualsiasi momento e mi fa sentire speciale";questo hai scritto e questo devi ora fare...

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  5. @Pino: è quanto sto cercando di fare...

    @Cristiano: è vero quel che affermi. Conta la qualità del tempo impiegato...ciò nonostante avrei voluto spenderne di più perché è quello che avrei desiderato fare, in realtà.

    Grazie per le vostre parole, cari.

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  6. Lavoltabuona (Manu)18 dicembre 2007 14:48

    Cara Annarita, se Catia è la persona speciale che descrivi (e non ne dubito), è già consapevole della profondità del tuo sentimento di amicizia verso di lei, perchè tra persone "sintonizzate" le cose si sentono al di là dei gesti e delle situazioni. Quindi niente sensi di colpa che potrebbero rendere meno puro il desiderio sincero che hai di aiutarla e di starle vicino in questo momento. Un abbraccio a Catia.

    (Spero non si tratti di niente di grave...)

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  7. @manu: purtroppo, è qualcosa di serio...

    Grazie per il sostegno morale.

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  8. www.webalice.it/gbarbella19 dicembre 2007 12:14

    Se non ci fossero buoni nocchieri di navi di "chi produce, lavora e rema", facendo riferimento al post precedente "Visti dall'America", a cosa potrebbe potrebbe servire il controvertirsi della conoscenza e dell'innovazione nel nostro bel paese, cose ravvisate decisamente in declino? A nulla!
    E chi sono i buoni nocchieri se non tutt'altre persone in contrapposizione a quelle che godono di ricchezze spropositate incapaci di voltarsi indietro per accorgersi di un'immensa moltitudine della miseria d'ogni genere?
    Io credo che questi buoni nocchieri non sono pochi, ma non si possono vedere, perché molti di essi non si adoperano alla luce del sole, a differenza di quelli che amano i primi posti nelle "Sinagoghe", per dirla evangelicamente.
    Ecco che l'amabile intervento di Annarita per la sua amica, che chiama poeticamente "piccola Catia", si configura come un atto sublime che sconfina dallo squallore umano.
    È uno dei tanti tesori posti in un cielo al riparo dai ladri e dalla corrosione del tempo che li vorrebbe far dimenticare. Ma essi sapranno, al giusto momento, far valere il loro valore aureo per far risorgere persino i morti.
    Mi sovviene una storia di un vecchietto che comincia così:
    Un giovane medico si trovava in un lebbrosario in un’isola del Pacifico.
    Un incubo di orrore.
    Solo cadaveri ambulanti, disperazione, rabbia, piaghe e mutilazioni orrende.
    Eppure, in mezzo a tanta devastazione, un anziano malato conservava occhi sorprendentemente luminosi e sorridenti.
    Soffriva nel corpo, come i suoi infelici compagni, ma dimostrava attaccamento alla vita, non disperazione, e dolcezza nel trattare gli altri.
    Incuriosito da quel vero miracolo di vita, nell’inferno del lebbrosario, il giovane medico volle cercarne la spiegazione:
    che cosa mai poteva dare tanta forza di vivere a quel vecchio così colpito dal male?
    Lo pedinò, discretamente.
    Scoprì che, immancabilmente, allo spuntar dell’alba, il vecchietto si trascinava al recinto che circondava il lebbrosario, e raggiungeva un posto ben preciso.
    Si metteva a sedere e aspettava.
    Non era il sorgere del sole che aspettava.
    Né lo spettacolo dell’aurora del Pacifico.
    Aspettava fino a quando, dall’altra parte del recinto, spuntava una donna, anziana anche lei,
    con il volto coperto di rughe finissime, gli occhi pieni di dolcezza.
    La donna non parlava.
    Lanciava solo un messaggio silenzioso e discreto: un sorriso.
    Ma l’uomo si illuminava a quel sorriso e rispondeva con un altro sorriso.
    Il muto colloquio durava pochi istanti, poi il vecchietto si rialzava e trotterellava verso le baracche.
    Tutte le mattine.
    Una specie di comunione quotidiana.
    Il lebbroso, alimentato e fortificato da quel sorriso, poteva sopportare una nuova giornata e resistere
    fino al nuovo appuntamento con il sorriso di quel volto femminile.
    Quando il giovane medico glielo chiese, il lebbroso gli disse:
    "E’ mia moglie!".
    E dopo un attimo di silenzio:
    "Prima che venissi qui, mi ha curato in segreto, con tutto ciò che riusciva a trovare.
    Uno stregone le aveva dato una pomata.
    Lei tutti i giorni me ne spalmava la faccia, salvo una piccola parte, sufficiente per apporvi le sue labbra per un bacio...
    Ma tutto è stato inutile.
    Allora mi hanno preso, mi hanno portato qui.
    Ma lei mi ha seguito.
    E quando ogni giorno la rivedo, solo da lei so che sono ancora vivo, solo per lei mi piace ancora vivere".

    Certamente qualcuno ti ha sorriso stamattina, anche se tu non te ne sei accorto.
    Certamente qualcuno aspetta il tuo sorriso, oggi.

    Gaetano

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  9. Grazie,Gaetano:). Non ho parole per ringraziarti di tanta sensibilità!

    Un abbraccio fortissimo.
    Annarita

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  10. Non ho parole.

    "Dedicate più tempo ai vostri cari finché tempo c'è, amici..."

    Grazie per avermelo ricordato.

    Buon Natale.

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  11. @mister-nixos: benvenuto! Sono lieta di esserti servita da promemoria!

    A presto:) e Buon Natale anche a te...

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  12. Benvenuta te nella mia vita.
    Un sorriso per te

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  13. @mister_nixos: che carino che sei:)...

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  14. Catia è un dono prezioso, come è prezioso questo pensiero che hai condiviso con noi :)

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  15. Sì, Elena. Catia è un dono prezioso.

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