07/11/08

Identità Catodiche [Di Piero Vereni]


Cari lettori, è appena uscito il libro dell'amico Piero Vereni "Identità catodiche". Così ne scrive Piero sul suo blog:

"Se amate qualche programma televisivo ma ve ne vergognate, questo libro fa per voi. Liberatevi dai sensi di colpa e ricordatevi che i grandi museografi dell'Ottocento, se avessero potuto, avrebbero tutti fatto i creatori di programmi televisivi. Si parla di Maria de Filippi e identità albanese, di Pierre Bourdieu e di fiction italiana, di antropologia dei media e di popolarizzazione del soggetto borghese".

Qui trovate un breve profilo dell'autore.

Riporto di seguito la scheda del libro, che potete anche leggere direttamente sul sito di Meltemi Editore.


I mezzi di comunicazione di massa giocano ormai un ruolo fondamentale nella produzione delle identità. Il fenomeno è stato studiato, nell’ultimo decennio, da una nascente “antropologia dei mass media”, oggi in piena effervescenza, le cui linee di ricerca vengono ricostruite in queste pagine. Il sistema dei mass media, in particolare la televisione, ha introdotto – secondo l’autore – una nuova forma di capitale, il “capitale mediatico”, che rende disponibili i sistemi ideologici (e le forme di identità) a classi diverse da quelle che li hanno generati.

Programmi di “televisione realtà” come C’è posta per te di Maria De Filippi consentono alla piccola borghesia e al proletariato di assimilare – rapidamente e senza uno specifico capitale culturale – il modello di identità borghese ottocentesco basato sull’interiorità dei sentimenti, e dunque di acquisire una forma di identità elitaria. Ma il ruolo dei media nei processi di appartenenza ha avuto anche altre declinazioni: in questo senso l’autore analizza il mutamento della rappresentazione dell’identità albanese nei mezzi di comunicazione italiani.

Alla fine degli anni Novanta la nostra stampa raffigurava gli albanesi come ignoranti o criminali, e questa immagine si è incardinata nella struttura identitaria degli albanesi in Italia. Di recente, nel programma Amici, gli albanesi si sono riproposti come corpi sinuosi e seducenti e lavoratori tenaci.

Lungi dal considerare “reale” questa nuova rappresentazione, l’autore si preoccupa di evidenziarne l’esistenza sul mercato delle appartenenze. Il libro si chiude con una dettagliata disamina – oltre 800 i titoli analizzati – dell’immagine del Meridione nella fiction italiana degli ultimi vent’anni. L’obiettivo è quello di porre in evidenza il legame tra stereotipi e pratiche quotidiane, cercando di superare quella contrapposizione tra “vita reale” e “rappresentazione mediatica” che sembra segnare molta della critica al sistema dei mass media.

Leggete un estratto di "Identità catodiche" in pdf.

Segnalo dello stesso autore lo splendido "Vite di confine", uscito nel 2004.

In bocca al lupo Piero anche per il tuo intervento del 9 novembre, alla festa di celebrazione dei cinque anni di "Happy Achab", la rivista milanese di antropologia.

15 commenti:

  1. Troppo buona... C'è modo di arrossire sul web?
    p

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  2. Piero, non è proprio il caso di porsi il problema!;)

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  3. Grazie della segnalazione, Annarita!
    Se lo segnali tu, lo prenderò senz'altro in considerazione.

    Ciao
    Ruben

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  4. Ciao Annarita, è sempre un piacere leggere i tuoi post e questa tua segnalazione mi sembra molto interessante!
    Anch'io lo prendo in considerazione, poi ti dirò...
    Ti abbraccio e ti auguro di trascorrere un buon weekend :-)

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  5. Ruben, grazie! Troppo buono.:)

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  6. Cara Anna, un grazie anche a te.

    Ricambio l'augurio di trascorrere un weekend in relax.

    Ne abbiamo bisogno in questo periodo intenso!

    Un abbraccio
    annarita:)

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  7. Sembra un libro interessante e che forse non disdegna l'ironia....

    Devo ammettere che non ho confessioni scandalose da fare circa i miei gusti televisivi: non guardo i programmi qui citati, ma credo che questo libro possa essere letto da tutti a prescindere da certi peccatucci televisivi.....:-)))

    Ciao

    Daniele

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  8. Mi interessa la comunicazione, leggerò il libro, sono curiosa di sapere cosa ci vede l' autore di sensato, io nel programma della posta vedo un tritacarne ed in amici vedo una certa passione recondita della De Filippi verso l' Albania.Comunque ormai tutto alla TV è permeato dal non senso ma la nostra vita ha un senso dopotutto? Un grazie ad Annarita per il post lasciatomi che mi ha permesso di conoscere questo blog così interessante.

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  9. Cara Teodorica, non ho letto ancora il libro quindi non posso esprimermi. Conoscendo però, Piero Vereni e avendo già letto il suo splendido "Vite di confine", mi sento di assicurarti che i programmi citati, all'interno del libro, saranno analizzati in profondità sotto i vari aspetti: comunicativo, antropologico, ecc.

    Grazie di essere passata di qui. Ti aspetto ancora:)

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  10. Interessante questo libro...
    ormai certe trasmissioni fanno parte del nostro quotidiano...è bello riviverle attraverso un altro occhio e riscoprirne anche il lato ironico.
    Grazie Annarita e grazie all'autore.

    Cinzia

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  11. Grazie a te, csrissima Cinzia, per la tua attenzione.

    Un abbraccio
    annarita:)

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  12. Non conoscevo questo libro. Mi ha incuriosito. Lo ordinero' alla ''mia'' libraia.
    Vale

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  13. Ciao Annarita, grazie per la segnalazione del libro che mi incuriosisce molto.

    Buon fine settimana

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  14. Fai bene, Pier Luigi. Non te ne. pentirai. Piero è in gamba!

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  15. Ciao, skip. Benvenuta anche qui.

    Beh, sono contenta che la segnalazione ti abbia incuriosito.;)

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