11/04/10

MondoMostre



Cari lettori, vi presento MondoMostre: Progettazione e realizzazione di eventi culturali.

MondoMostre inizia la propria attività nel 1999 con Leonardo Mondadori, per il quale organizza la mostra "I cento capolavori dell'Ermitage", inaugurando le Scuderie Papali al Quirinale. Nel corso della sua attività, MondoMostre ha sviluppato un'esperienza unica in Italia nella progettazione e realizzazione di grandi eventi culturali, collaborando con alcune delle più importanti istituzioni a livello mondiale: dall'Ermitage di San Pietroburgo alla Gemaldegalerie di Berlino, dalla National Gallery di Londra al Metropolitan di New York, dal Prado, alla Galleria Borghese, agli Uffizi.

E' oggi un partner privilegiato delle più importanti istituzioni nazionali, vantando una rete di collaborazioni consolidate con Palazzo Reale a Milano, con le Scuderie Papali, la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, il Palazzo del Quirinale a Roma. Per queste sedi MondoMostre fornisce sia il full service di finanziamento, organizzazione e promozione dell'evento, sia una serie di servizi quali biglietteria, comunicazione, promozione, creazione di serate speciali e ricerca sponsor.

MondoMostre ha maturato negli anni una professionalità unica nel marketing dei beni culturali, costruendo per le imprese progetti di comunicazione e di relationship management, affiancando le strategie interne dei propri clienti con le opportunità offerte nel settore dell'arte.

Coloro che sono interessati a collaborare possono contattare la redazione.

Gli eventi in corso

Caravaggio

Roma, Scuderie del Quirinale
20 febbraio – 13 giugno 2010

Goya e il mondo moderno

Milano, Palazzo Reale
17 marzo - 27 giugno 2010

Eventi futuri

I due Imperi

Milano, Palazzo Reale
16 Aprile - 5 Settembre 2010

I Giorni di Roma: L’età della Conquista - Il fascino dell'arte greca a Roma

Roma, Musei capitolini
13 Marzo - 5 Settembre 2010

AGGIORNAMENTO

Aggiorno il post pubblicando il commento di Gaetano allo stesso, troppo interessante e articolato per rimanere confinato nei commenti.

Scrive Gaetano

SAPER VEDERE

In questi ultimi tempi c'è un gran fermento intorno al Mondo Mostre. Prova ne è la "Progettazione e realizzazione di eventi culturali" come questo a commento di Leonardo Mondadori, per il quale organizza la mostra "I cento capolavori dell'Ermitage", inaugurando le Scuderie Papali al Quirinale.

Dal lato degli utenti di queste iniziative culturali, indubbiamente, si attiva in modo straordinario la visione delle opere d'arte, senza contare dell'apporto di nuove tecnologie. Come per "Women In Art": Straordinario Esempio Di Digital Art del post precedente.

È innegabile il grande beneficio offerto a tutti, magnifica occasione che incrementa lo sviluppo evolutivo delle masse di ceto sociale, fino a ieri "lontane" da tutto ciò. E così escluse dal beneficio della luce e calore solare delle opere d'arte per avvalersene nel fronteggiare eventi della vita non sempre amabili.

Oggi non è più così ma c'è qualcosa che mancherebbe a gran parte di coloro che oggi sono indubbiamente ammirati al cospetto di tante opere d'arte, sia pittoriche che scultoree.

Essi possono pure interessarsi alla vita degli artisti delle opere che si dispongono a vedere. E così capire il percorso da loro fatto per giungere alla finitura delle loro opere. Ma basta per entrare in sintonia con le immagini pittoriche e scultoree è vederle così come le ha viste questo o quell'artista suddetto?

No, perché si tratta dei risvolti offerti dal disegno, lo stesso che si impara a scuola ma che poi si abbandona salvo alcuni che per professione o passione lo coltivano. Manca perciò l'indispensabile supporto del disegno.
Si può sperimentare a occhi chiusi il beneficio di una poesia e poetare di riflesso, ma con le immagini pittoriche è un'altra cosa.

Cosa si può dire sul disegno?

Il disegno ha un fascino immediato che conquista ed eccita la fantasia.

Può essere bello disegnare con la mano quello che si vede, che si pensa e che si sente, ma cosa occorre fare per attuarlo?

Direbbe un artista: occorre cercare di distinguere ed individuare le funzioni e i momenti del disegno, in modo da ritrovare una successione logica di argomenti necessaria per acquisire un "disegno" personale. Il primo momento è quello della "conoscenza": il disegno è un mezzo per imparare a vedere, osservare e capire, confrontare e conoscere.

Esempio: chissà quante volte siamo passati, nei nostri percorsi quotidiani (per andare al lavoro, a scuola, al mercato), davanti ad un edificio importante o davanti alla facciata di una chiesa o di un palazzo particolarmente interessanti. Ebbene, se ci chiedessimo come è "fatta" quella facciata, quali siano le sue proporzioni, quanti siano i piani, quali le caratteristiche del portone e delle finestre, o qualsiasi altro particolare, sono certo che non sapremmo rispondere o risponderemmo con molta approssimazione. Perché?

Ma perché siamo talmente abituati a quella facciata, a guardarla, che non l'abbiamo mai vista realmente. Così pure, se cercassimo di ricordare i particolari del volto di una persona con cui abbiamo abitudini di vita, potremmo essere in difficoltà. Ma se, per una volta, proviamo a disegnare quel viso, proviamo soltanto, allora saremo costretti a ritrovarne le forme caratteristiche, a scoprire la linea delle sopracciglia, l'attacco del lobo dell'orecchio, la curva delle narici, il profilo: a vederlo veramente.
Possiamo dunque dire che IL DISEGNO DIVENTA UNA SCUOLA INSOSTITUIBILE A SAPER VEDERE.

Note:

Ho tratto alcuni spunti dal "Corso di pittura e disegno" di Gaspare de Fiore, edito dalla Mondadori.

Gaetano


11 commenti:

  1. SAPER VEDERE

    In questi ultimi tempi c'è un gran fermento intorno al Mondo Mostre. Prova ne è la "Progettazione e realizzazione di eventi culturali" come questo a commento di Leonardo Mondadori, per il quale organizza la mostra "I cento capolavori dell'Ermitage", inaugurando le Scuderie Papali al Quirinale.

    Dal lato degli utenti di queste iniziative culturali, indubbiamente, si attiva in modo straordinario la visione delle opere d'arte, senza contare dell'apporto di nuove tecnologie. Come per "Women In Art": Straordinario Esempio Di Digital Art del post precedente.

    È innegabile il grande beneficio offerto a tutti, magnifica occasione che incrementa lo sviluppo evolutivo delle masse di ceto sociale, fino a ieri "lontane" da tutto ciò. E così escluse dal beneficio della luce e calore solare delle opere d'arte per avvalersene nel fronteggiare eventi della vita non sempre amabili.

    Oggi non è più così ma c'è qualcosa che mancherebbe a gran parte di coloro che oggi sono indubbiamente ammirati al cospetto di tante opere d'arte, sia pittoriche che scultoree.

    Essi possono pure interessarsi alla vita degli artisti delle opere che si dispongono a vedere. E così capire il percorso da loro fatto per giungere alla finitura delle loro opere. Ma basta per entrare in sintonia con le immagini pittoriche e scultoree è vederle così come le ha viste questo o quell'artista suddetto?

    No, perché si tratta dei risvolti offerti dal disegno, lo stesso che si impara a scuola ma che poi si abbandona salvo alcuni che per professione o passione lo coltivano. Manca perciò l'indispensabile supporto del disegno.
    Si può sperimentare a occhi chiusi il beneficio di una poesia e poetare di riflesso, ma con le immagini pittoriche è un'altra cosa.

    Cosa si può dire sul disegno?

    Il disegno ha un fascino immediato che conquista ed eccita la fantasia.

    Può essere bello disegnare con la mano quello che si vede, che si pensa e che si sente, ma cosa occorre fare per attuarlo?

    Direbbe un artista: occorre cercare di distinguere ed individuare le funzioni e i momenti del disegno, in modo da ritrovare una successione logica di argomenti necessaria per acquisire un "disegno" personale. Il primo momento è quello della "conoscenza": il disegno è un mezzo per imparare a vedere, osservare e capire, confrontare e conoscere.

    Esempio: chissà quante volte siamo passati, nei nostri percorsi quotidiani (per andare al lavoro, a scuola, al mercato), davanti ad un edificio importante o davanti alla facciata di una chiesa o di un palazzo particolarmente interessanti. Ebbene, se ci chiedessimo come è "fatta" quella facciata, quali siano le sue proporzioni, quanti siano i piani, quali le caratteristiche del portone e delle finestre, o qualsiasi altro particolare, sono certo che non sapremmo rispondere o risponderemmo con molta approssimazione. Perché?

    Ma perché siamo talmente abituati a quella facciata, a guardarla, che non l'abbiamo mai vista realmente. Così pure, se cercassimo di ricordare i particolari del volto di una persona con cui abbiamo abitudini di vita, potremmo essere in difficoltà. Ma se, per una volta, proviamo a disegnare quel viso, proviamo soltanto, allora saremo costretti a ritrovarne le forme caratteristiche, a scoprire la linea delle sopracciglia, l'attacco del lobo dell'orecchio, la curva delle narici, il profilo: a vederlo veramente.
    Possiamo dunque dire che IL DISEGNO DIVENTA UNA SCUOLA INSOSTITUIBILE A SAPER VEDERE.

    Note:

    Ho tratto alcuni spunti dal "Corso di pittura e disegno" di Gaspare de Fiore, edito dalla Mondadori.

    Gaetano

    RispondiElimina
  2. Caro Gaetano, ho trovato molto interessante e articolato il tuo commento, aggiunge valore al post.

    Per questo motivo l'ho pubblicato, aggiornando il post medesimo.

    Grazie
    annarita

    RispondiElimina
  3. Cara Annarita.....che bella sorpresa ...il tuo splendido post, e il commento esaustivo di Gaetano, che spiega la forza del disegno, quella forza che fi fa VEDERE.Ti fa vedere e ti cambia anche modo di pensare.
    Poi come ultimo dono, in questo post metti un video su GOYA, in assoluto uno dei più grandi, io lo "paragono" a Mozart, nella sua voglia di giocare, hai presente come ridicolizza la famiglia imperiale spagnola,o come gioca con la Maya, era anche un amateur,ma come tutti i grandi ironici era anche maledettamente malinconico,e nonostante tutti i tragici dipinti che ha fatto e le acqueforti nere e dolorose, il dipinto che più mi colpisce della serie delle Pitture Nere è quello del cane, quel muso di cane in quel mare di luce......anche solo per quel dipinto Goya è un genio, almeno per me.
    Poi mi hai fatto ricordare anche Leonardo Mondadori, personaggio sicuramente eccellente, vorrei ricordare la bellezza del Palazzo Mondadori a Milano opera di uno dei più grandi architetti:Oscar Niemeyer.
    Grazie Annarita di avermi fatto fare un giro nell' arte.
    Buona serata e buon inizio settimana.

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  4. Sono d'accordo con Gaetano, e con te Annarita che hai dato spazio al commento di Gaetano.

    Io non so disegnare, ma saranno una decina di anni che l'arte mi affascina, e mi affascina anche il contesto delle varie epoche che ha accompagnato l'arte...un po come Gaetano, lui vede nel disegno quello che ha spiegato molto bene nel commento.
    Io attraverso le tele e ora i monumenti, colgo il pensiero delle epoche passate, che hanno "disegnato" il cammino il dell'umanità.
    Spero di aver reso chiaro il mio pensiero.
    Un bacione a te Annarita e Gaetano
    Ciao a tutti e due.

    RispondiElimina
  5. entomologia fine11 aprile 2010 22:28

    Posa l'ape lo sguardo sopra un fiore
    è il più bello del mondo sinchè lei lo sta a nettàre.

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  6. Ho riguardato le opere, tutte belle. Ma quella chi più mi piace, sempre mi e piaciuta, è- Lo Spinario-
    Pefetta anche l'espressione del volto, che rende ben chiara l'idea, di un momento tanto delicato.

    Buona Settimana
    Un abbraccio.

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  7. Carissima Annarita il commento di Gaetano è veramente molto interessante , ben articolato e merita attenzione . Anche per me il disegno è molto importante perche' sviluppa lo spirito di osservazione e fa vedere particolari che son utilissimi per realizzare un'opera d'arte .
    Leonardo ha studiato meticolosamente il corpo umano per scolpire le sue opere , ma prima le disegnava nei minimi particolari per poterle riprodurre con esattezza.

    Molto interessante il tuo post , davanti alle opere d'arte mi emoziono come quando leggo una bella poesia .
    Ciao Annarita , buona settimana

    RispondiElimina
  8. Annarita, premetto che é da circa un anno che non tocco più un pennello e i colori, perché mi sono data completamente alla scrittura, ma in me brulica ancora il desiderio di dipingere e di esternare le mie emozioni in un'altra forma di arte. Quando iniziai a dipingere, moltissimi anni fa, iniziai a scuola, con un professore adorabile che mi diede l'opportunità di amare e comprendere la pittura e la storia dell'Arte. Mi adorava, perché mi disse che nei miei disegni si percepiva la mia sensibilità. Mi diede da fare un quadro per la mostra scolastica, che ricordo ancora, un vascello ottocentesco in un mare in burrasca.
    Sai una cosa? Quando iniziai a ricopiare il disegno sentivo dentro il mare, l'odore salmastro, i rumori della tormenta, mi immaginavo dei fotogrammi in sequenza come dei flash. Provavo delle emozioni fortissime mentre passavo dal primo abozzo un vero quadro. Riuscii a ricopiarlo talmente bene che il mio professore mi adottò quasi come una figlia.
    Da allora il mio tempo iniziai a dedicarlo alla pittura e alla poesia, esternando i miei sentimenti. I miei quadri erano spesso molto cupi, con tinte forti e scure, altre volte dipingevo vasi di fiori, dai colori delicati.
    La pittura ha sempre rappresentato un'espressione della mia anima, del mio sentire, del mio osservare il mondo con gli occhi della mente, la considero come un'altro aspetto della poesia e della musica che si fondono e si miscelano tra loro, perché quando dipingi, ti senti come una musica dentro, un languore che ti accompagna finché non finisce di parlare la tua anima.
    Scusa la lungaggine...avrei tante cose da dirti, ci pianterei la tendina qui da te, e non è il caso.
    ti abbraccio cara.
    Sei sempre perfetta e impeccabile con i tuoi post
    Lilly

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  9. Carissimi, vi ringrazio tutti per i bei commenti lasciati. Scusatemi se non vi rispondo uno ad uno, ma in questo periodo il tempo è proprio tiranno!

    Un abbraccio.
    annarita

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  10. Anche io ti lascio un saluto veloce scusandomi per il lapsus imperdonabile ; ho scritto Leonardo ma pensavo a Michelangelo .
    Un abbraccio cara Annarita

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  11. Paoletta, si è compreso il lapsus! In ogni caso anche il grande Leonardo ha molto studiato il corpo umano anche se per motivi diversi...

    Ricambio l'abbraccio, mia cara:)

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