20/06/13
COME COPIARE A SCUOLA...Una trovata Comica Ovviamente
Ne è autore il 26enne riminese Michael Righini, web videomaker che da un po' di tempo sta spopolando su YouTube con le sue performance umoristiche e spesso azzeccate. Il video è stato realizzato in collaborazione con ScuolaZoo.
So, per esperienza diretta di insegnante, che diversi studenti sono abili nel "metodo copiatura"; consiglio però sia agli aspiranti che agli esperti "copiatori" di non seguire questa via, che, in definitiva, non porta a nulla per loro perché gli insegnanti, anche se non li dovessero cogliere sul fatto, conoscono bene i loro polli e riescono ad individuare la generosa fonte dispensatrice di copiatura...con le conseguenze immaginabili;)
Pertanto, ragazzi studiate semplicemente ed onestamente ché quello è il vostro mestiere di studenti. Adesso sorridiamo un po' con il filmato di Righini. Beh sì, c'è qualche parolaccia anche da parte del prof e qualche scena discutibile, ma è finzione scenica eh!
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25/04/13
RESISTENZA
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| Partigiani garibaldini in piazza San Marco a Venezia nell'aprile 1945 |
Condivido, pertanto, il termine "Resistenza", la parola del giorno che mi è arrivata per posta elettronica dal sito unaparolaalgiorno.it.
[re-si-stèn-za]
SIGN: Opposizione, contrasto
dal latino: [resistentia], da [resistere], composto di [re] indietro e [sistere] fermare.
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23/05/12
Vi Perdono, Ma Inginocchiatevi
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19/05/12
Lunedi' Tutte Le Scuole D’Italia Devono Chiamarsi Morvillo Falcone
![]() | |
| Realizzata dagli studenti della scuola "Morvillo-Falcone" |
di Marina Boscaino | 19 maggio 2012
"Scrivo queste poche righe in una condizione di incredulità e con un gran dolore nel cuore. La scuola è il luogo della tutela. Il luogo a cui affidiamo tutti i giorni i nostri figli, in cui entrano i nostri studenti, il nostro luogo di lavoro. I ragazzi, i bambini, entrano lì ogni mattina fiduciosamente; nessuno pensa di non tornare indietro: non è un’idea immaginabile. Non lo era per Vito, a Rivoli, vittima dell’incuria. Non lo era certamente per Melissa, vittima della barbarie.
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09/05/12
Citynews| Piattaforma Di Informazione Metropolitana E Di Impegno Civico
Così si legge sul sito:
"Abbiamo creato un luogo virtuale dove le comunità locali possano trovare il loro riferimento confrontandosi ed informandosi, partecipando così alla crescita del loro territorio. La nostra missione è quella di fornire ai cittadini una serie di strumenti digitali per segnalare notizie e problemi, organizzare petizioni, ed ovviamente discutere ed informarsi sulla propria comunità.
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25/04/12
F1EXPRESS.IT: Tutto Sulla Formula 1
Allora F1express.it fa al caso vostro! Si tratta infatti di un quotidiano telematico pensato appositamente per gli amanti della formula 1...ed è in lingua italiana!
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10/04/12
The Holy Sepulchre Virtual Tour | Visita 3D Al Santo Sepolcro
Si può dire che sia l'approfondimento mirato al Santo Sepolcro di un'altra visita virtuale più allargata, che qualche giorno fa vi ho proposto su Scientificando:
The Holy Land | Virtual Tour in Terra Santa, che vi consiglio vivamente di visitare, se ve la siete persa.
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01/03/12
4 Marzo 1943
"4 marzo 194" (titolo originario "Gesù Bambino", cambiato su richiesta dei censori radio-televisivi dell'epoca) fu presentata da Lucio Dalla al Festival di Sanremo del 1971. Una canzone che, pur non avendo nulla del tipico motivo sanremese, riuscì a imporsi subito nelle vendite: un successo straordinario che la portò in giro per il mondo. Qui la storia della canzone.
"4 marzo 1943" segna l'inizio dell'ascesa del cantautore bolognese. A mio avviso rimane il pezzo che lo rappresenta meglio, un pezzo che adoro e mi commuove ogni volta che lo ascolto. Un pezzo che è una poesia, una storia di vita, una ballata antica.
Lucio: un poeta, un musicista, un artista vero!
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03/02/12
Italia Ed Europa: Luoghi Comuni O Realta'?
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04/07/11
Se Non Ora Quando | Lo Spot Per Siena
Lo spot di Cristina Comencini per le due giornate di mobilitazione "Se non ora quando", il 9 e 10 luglio a Siena, dove ci saranno gli Stati generali della condizione femminile, dopo il successo straordinario del 13 febbraio scorso, che ha visto in piazza un milione di donne italiane.Riporto di seguito l'inizio dell'intervista alla regista Cristina Comencini, rilasciata sulle pagine di Repubblica.it.
"Facciamo dell'Italia un paese per donne": più che uno slogan, un impegno. La regista Cristina Comencini racconta con passione la nuova iniziativa del movimento "Se non ora quando?" che porterà a Siena il 9 e il 10 luglio donne di tutta Italia per confrontarsi sul cammino fatto. Gli stati generali della condizione femminile, raccontata da donne del Sud e del Nord, di sinistra e di destra: tutte. "Tutte invitate" spiega la Comencini "a raccontare cos'è cambiato. È stato un anno intenso, e di cambiamenti importanti: lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni e del referendum. È come se un'onda dal profondo avesse smosso il Paese. E non c'è dubbio che a questo risveglio abbiano contribuito gli studenti e le donne".
Continuate a leggere l'intervista su Repubblica.it.
Visitate il sito ufficiale di "Se non ora quando".
Lo spot per "Se non ora quando".
Passate parola.
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18/06/11
Tuttinpiedi! Signori, Entra Benigni...
Ieri, Michele Santoro, con la troupe di Annozero, ha realizzato a Bologna, per i 110 anni di FIOM, l'evento "Signori, entra il lavoro. Tutti in piedi!".
Ad animare la serata, che contava la presenza di diversi artisti, ha fatto il suo ingresso a sorpresa il mattatore toscano Roberto Benigni. L'artista, come al solito, ha regalato ai presenti una performance coinvolgente, spaziando dal faceto ai contenuti seri, riguardanti il diritto al lavoro, inteso come valore sacro e universale che conferisce dignità all'essere umano.
L'affermazione "Siete l’Italia migliore, cari lavoratori! Siamo un grande Paese" è stata accompagnata da un applauso scrosciante e prolungato.
Dieci minuti intensi che vi ripropongo nel seguente filmato.
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27/03/11
JaneCDoe: Donna CD Non Identificata
John Doe è un nome utilizzato solitamente nel gergo giuridico statunitense per indicare un uomo la cui reale identità è, o va mantenuta, sconosciuta o segreta. Il suo equivalente femminile è Jane Doe, mentre nel caso di bambini è frequente l'uso di Baby Doe.
Il termine inglese Doe non sembra avere alcun significato peculiare (come nome comune, doe è la femmina dell'alce).
Questo appellativo sarebbe stato utilizzato per la prima volta al tempo di Edoardo III di Inghilterra durante una diatriba legale chiamata Acts of Ejectment, nella quale, per comodità, ci si riferiva ad un ipotetico proprietario terriero, col nome inventato di John Doe.
Col tempo l'espressione cominciò ad essere usata per indicare una persona la cui identità è sconosciuta, come ad esempio nel caso del ritrovamento di un cadavere non identificato fino al momento del suo riconoscimento.
In Italia è l'equivalente di Ignoto o NN (dal latino nomen nescio). Nomi fittizi utilizzati per riferirsi a persone non specificate sono Mario Rossi, Tizio, Caio e Sempronio e Pinco Pallino. [Fonte wikipedia]
Veniamo a JaneCDoe dove nel termine JaneDoe è stata inserita la C che, affiancata alla D di Doe, con un gioco di lettere, forma l'acronimo CD di Compact Disk.
Sto per arrivare al dunque. Il video che vi propongo si intitola JaneCDoe. Guardatelo sino alla fine. Vedrete dei CD accatastarsi sino a formare una JaneDoe o meglio una JaneCDoe.
Non saprei come definire il filmato di Jack Gundersen. Le definizioni che mi vengono spontanee sono: incredibile...e un po' inquietante.
Giudicate voi!
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17/03/11
Amore E Patria In Una Lettera Del 1909
AMORE E PATRIA IN UNA LETTERA DEL 1909
di
Gaetano Barbella
Ma cosa si dicevano gli innamorati nel secolo scorso? Solo parole d'amore?
Non sempre, per esempio, s'intrecciava nei loro pensieri e parole la Patria, più di quanto si possa immaginare.
Poteva capitare che il nome dell'amata si chiamasse Italia e non quella effettiva, come nel caso di una lettera di mio nonno paterno indirizzata alla sua Gina, un paio di anni prima che la sposasse. Credo di onorarli riportandoli al presente col mostrare di seguito la lettera suddetta della quale riporto in fondo a questo scritto le copie conformi all'originale.
A te Gina
È solo degli angioli il sognare???… Nello sfondo ardente d’un “incantevole tramonto, discerno ergersi, qual candida nube nell’orizzonte, una forma vaga che ha del soprannaturale, del paradisiaco. Le scultoree forme poste a traverso i raggi del rosso sole morente, spiccano maestosamente e circonfuse d’un’aureola divina sembrava emanare terribili e deliziosissimi fluidi magnetici che costringono tutte le creature poste al raggio d’esse a rimanere fisse, incantate estasiate.
Veste un lungo camice bianco con goffe di trina, del medesimo colore, che dal gomito pende maestosamente fin giù le mani inguantate a bianco. Le cinge la vita una ghirlanda di verdi foglie di quercia che artisticamente legate al fianco sinistro sembrano pendere da quel lato in dolce abbandono. Sulle belle, chiome castagne ammantate con finita arte, posa larga corona d’Alloro e sul davanti di essa, quasi ad emblema di insuperabilità, erge sublime fulgida una stella.
A tracolla, porta un largo e lungo nastro tricolore che posato sulla spalla destra scende blandamente obliquo fin all’anca sinistra, ove termina formando una grande e magnifica nocca. Il viso, coperto da piccola maschera non può discernersi, ma dalla dimensione di esso e dal fulgido sguardo emesso attraverso i fori della pendente copertura, si intuisce con matematica certezza esser degno del corpo che lo porta.
Essa dirige i passi alla mia volta con andatura celere e maestosa. Io assiso in un cantuccio d’una caverna esistente nella scoscesa parete di una rude roccia isolata, sto guardingo a scrutare le minime mosse di quella nuova Silfide vivente, deciso soffocare qualunque sentimento che essa sarebbe stata capace farmi nascere in cuore. Intanto essa avanzava, avanzava sempre…
La potenza magnetica del suo sguardo, che in sulle prime avea trovato in me un corpo neutrale cominciò a far presa. Tentai allora evitare quei raggi visivi e mi rannicchiai il più che possibile onde sfuggire a quella potenza ignota ed arcana; ma mio malgrado guardavo fisso anch’io. Un dolce torpore e un tremito indefinibile avea assalito il mio corpo, facendolo sudare a freddo. Volli alzarmi, provare fuggire, ma rimasi lì fermo, spossato, annientato, con lo sguardo stupito, ma fisso su quella sirena che quale irruente onda marina riversava su di me tutto il di lei fluido.
E così stetti finch’ella mi fu vicina.
Con mosse da Dea mi si fermò a due passi e tendendomi un’incantevole mano, con voce che fece scuotere tutte le fibre del mio essere disse piano piano: «Fin dal mio sorgere ti vidi ed a te vengo... Mi chiamo Italia e sola, vengo a cercare in te quel che sia capace di sicuro appoggio, amore e difesa; tu quale cavaliere, lo sai, lo senti, lo puoi fare. Nasco proprio oggi, e nel germoglio della mia nuova vita affido a te il mio essere che fin’oggi ha posseduto un animo sempre deluso e deriso».
Stette per un po’ silenziosa indi toltasi con infinita grazia la mascherina e ritornando a porgermi la manina, aggiunse: «Accetti??». Quale ebete io stavo a guardare, guardare ancora, quando quell’ultima parola e la vista del volto mi colpì al cervello... saltai di scatto, afferrai la mano che mi venia posta e con stretta atroce la portai al cuore, che dalla massima freddezza era passato alla massima caloricità, indi alle labbra e dopo avea deposto il più santo dei baci mi spinsi d’un passo avanti… due braccia mi accolsero.
Quanto tempo si rimase così?…
Io piangevo e le lacrime calde che sgorgavano copiose dai miei occhi, da lungo tempo aridi, venivano assorbite dall’Italia che confortavami a carezze.
«Accetti??!!...». Sentii ancora ripetermi come un sussurro…
Allora senza aprire bocca guardandola a lungo, mi sciolsi dall’abbraccio e presola per mano la condussi fuori dalla caverna. Nel prato verde che come tappeto infinito stendesi innanzi, raccolsi con la mano libera i migliori fiori ivi esistenti, indi sceltone uno rosso lo porsi ad essa, gli altri li disposi a casaccio, con mano tremante attorno alle di lei chiome e veste, ed inginocchiatomi a lei dinnanzi, tenendo sempre la di lei mano stretta nella mia risposi fra l’emozione: «Abbi infinita fiducia, amore e pazienza;…oggi ricorre la tua nascita, la tua rinascita alla vita e con essa ricorre anche la mia; vivi sicura, se oggi siamo rinati in due morremo, ed assieme…».
Nell’orizzonte intanto splendeva la luna, che con i suoi materni raggi illuminando la coppia, rendevala un gruppo divino, quasi a formarne l’apoteosi della giornata trascorsa incantevole a glorificare la natura che sempre tacita godeva. Gli usignuoli melodicamente lanciavano le loro flebili note al cielo in segno di gaudio celeste.
G. Barbella
Gaetano Barbella, l'autore di questa lettera e nonno dello scrivente, sposò due anni dopo la Gina della lettera, Luisa Sapio nata e vissuta a Grammichele di Sicilia, stabilendosi a Caserta. Nonno Gaetano, chiamato familiarmente Tanino, in seguito ad una polmonite, morì prematuramente lasciando l'infelice sposa con due figli infanti da accudire, Francesco e mio padre Ettore. Nonna Luisa riuscì, con grande coraggio, a superare la sventura della grave perdita subita dimostrandosi piena di vigore ed iniziativa. Si diplomò come ostetrica ed esercitò, così, la professione di levatrice condotta. Si risposò ed ebbe altri due figli, Domenico e Filomena che è l'unica, fra nonni e loro figli, in vita. Nonna Luisa mostrò particolare predilezione per lo scrivente, suo primo nipote, verso il quale non mancava di dimostrargli un amore filiale straordinario. Intravedeva in lui, pupillo dei suoi occhi, una personale cristianità ideale che, forse, neanche lei riusciva a discernere, ma vi prestava fede e speranza. Mi diceva spesso, vantandosene alla presenza di altri e facendomi intimidire più di quanto non fossi già, che somigliavo tanto per la mia mestizia e tranquillità al Beato Domenico Savio, l'allievo prediletto del Santo Giovanni Bosco. La sorte volle che, in modo a lei congeniale, ella si occupasse degli infanti come levatrice aiutandoli ad sorgere dal grembo materno. Ecco che si delinea il parallelo con San Giovanni Bosco attraverso le trame incomprensibili del destino. Nulla che faccia meraviglia, allora, se si determinarono in Luisa Sapio, inconsapevolmente, le stesse sacre cose che premevano al Santo.
E dell'Italia tanto onorata da mio nonno Gaetano, da idealizzarla in colei che amava in modo superno? Nonno Gaetano non ebbe modo, nella sua vita stroncata nel momento più bello che il destino gli offriva, di fare la parte che gli sarebbe spettata e che lui agognava, quella dello sposo amorevole e padre, due cose che gli furono negate dal destino, come anche quella di servire la Patria nella vita sociale. Un servizio che certamente avrebbe svolto con grande prestigio, e che insieme a quello per la famiglia, non può che essere stimato come un'immolazione per l'Italia che lo esigeva da lui imperiosamente, forse in modo speciale. Ma come farò vedere brevemente quanto basta in modo incisivo, toccò al fratello Umberto Barbella occuparsi da milite, nelle vesti di sottufficiale della Regia Marina Militare, a far da simbolica presenza in due momenti eccezionali dell'Italia da ricordare immortalati dalle due foto riportate sotto.
Oggi, ritornando indietro con la memoria, al tempo della presa di possesso della Base del Comando Navale dell’esercito austro-ungarico dislocato ad Abbazia d'Istria, mai si potevano supporre gli estremi sacrifici cui furono soggetti i residenti italiani ivi dislocati. Eppure fu un gran bel giorno quel 4 novembre 1918, quando il R.C.T. Acerbi della Real Marina Italiana sbarcò ad Abbazia ed un plotone si recò marciando alla base dell'ex Comando Austriaco per issarvi il nostro tricolore. Il caso volle, che fra i componenti dell'equipaggio dell'Acerbi vi fosse il sottufficiale Umberto Barbella, fratello del nonno Gaetano. Ma non basta per far evolvere chissà quale disegno progettuale di un'Italia da realizzare poi, perché Umberto Barbella, quattro anni prima si trovò imbarcato sulla Regia Nave Napoli, in concomitanza del perfezionamento degli esperimenti sulle radiocomunicazioni ad opera dello scienziato Guglielmo Marconi, Nobel per la fisica nel 1909. Era il 13 marzo 1914.
Presa di possesso del Comando della Base Navale austroungarica
L'alzabandiera della vittoria.
La firma autografaè di Guglielmo Marconi,
Nobel per la fisica nel 1909
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13/02/11
La Politica Italiana.it: Sito Di Informazione Sulla Politica Italiana
Volete essere aggiornati in qualsiasi momento sui fatti della politica italiana?
Allora il sito "La Politica Italiana.it" fa al caso vostro! E', infatti, un aggiornato sito di informazione sulle ultime news della politica italiana riguardanti: istituzioni, ministeri, partiti, regioni, fondazioni.
E ancora...ci sono foto, blog, interviste, video, inchieste, sondaggi, webTV e altro.
Non mancano, infine, dettagliate analisi su eventi e personaggi della politica italiana che vi saranno utili per essere aggiornati in tempo reale.
Vale la pena dedicargli una visita.
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08/02/11
"Se Non Ora Quando" |La Mobilitazione Delle Donne Italiane

Apprendo dal blog dell'amica skip la seguente importantissima notizia, che riguarda l'universo femminile e non solo!
Dal sito dell'iniziativa "Se non ora quando"...
DELLE DONNE ITALIANE, IL 13 FEBBRAIO 2011
In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
Visitate il sito ufficiale per reperire ulteriori informazioni.
Cliccate qui per firmare l'appello!
La videolettera della Rete della Conoscenza (UdS e Link - Coordinamento Universitario) per la mobilitazione "Se non ora quando" del 13 Febbraio.
Qui troverete altri video.
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30/12/10
IL MONDO CHE VORREI
Auguro a tutti voi un 2011 a misura d'uomo, con questo video straordinario.
Passate a scaricare l'Almanacco di Scienza 2010, offerto da Scientifcando e a costruire il vostro caleidoscopio augurale, offerto da Matem@ticaMente.
Non mancate perché porta bene!;)
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23/01/10
Giuseppina Virgili: Microimprese E Abbandono Delle Istituzioni

L'amico Marco di Splinder mi segnala il caso di Giuseppina Virgili, che, a sua volta, ha appreso da questo blog, da cui riporto l'articolo che leggerete di seguito.
Penso che l'unico modo concreto di cui disponiamo, per dare un segno tangibile della nostra solidarietà, sia quello di contribuire alla diffusione della notizia, perché le sole parole si dissolvono come neve al sole e svaniscono come foglie trascinate dal vento.
Riporto da Bistrot Chez Maurice.
La signora mi scuserà, ma fino a stamani*, quando è apparsa sugli schermi di Rai3 a Cominciamo Bene (il video sarà disponibile nei prossimi giorni), non avevo neanche mai sentito nominare Giuseppina Virgili. Non è una sconosciuta se Google dà oltre 120 mila voci per lei, ed esistono un gruppo di solidarietà su Facebook, un blog ed un sito che raccoglie le Imprese che resistono, come la sua.
Molti ne hanno parlano – fra gli altri qui, qui e l’Espresso qui – e c’è anche un programma per questo movimento al quale possono aderire tutte le piccole e medie aziende che hanno problemi nell’attuale crisi.
Bastano due soli numeri per capire la drammaticità della situazione:
- sono 1608 i piccoli imprenditori del nordest che dall’inizio della crisi si sono tolti la vita, l’ultimo buttandosi sotto il treno della Venezia-Trento
- sono 30 le aziende che ogni giorno chiudono in Italia.
Sono quelli che se chiudono non lasciano traccia se non nei libri contabili delle banche e dei fornitori, dell’Agenzia delle Entrate e – spesso – nei libretti neri degli usurai. Sono quelli che una volta venivano additati come l’ossatura portante della nostra economia, quelli che non ricevevano sussidi di nessun tipo dallo Stato, ma che facevano tanto comodo allo Stato per le sue statistiche ed il poderoso prelievo fiscale.
Anche la stampa comincia ad interessarsi di loro non più come evasori fiscali tout court, ma come entità economiche che stanno lottando a denti stretti per tener aperta la saracinesca ogni santa mattina, sperando che succeda qualcosa per raddrizzare la barca.
Sono aziende che occupano spesso marito, moglie, uno o più figli, uno o più dipendenti, nate di recente su un progetto di vita o in tempi passati, con generazioni laboriose che hanno mantenuto famiglie ed economie.
Fino ad ieri i problemi venivano lavati in casa perché la dignità e l’orgoglio di queste persone non permettevano di esternare la loro difficile situazione. Oggi, finalmente, hanno preso coscienza che la loro è una condizione condivisa dalla grande maggioranza delle imprese, che la banca che rifiuta loro credito lo rifiuta anche a centinaia e migliaia di altri "invisibili", che non basta sorridere perché i conti tornino in attivo.
Non c’è ricetta magica che li possa salvare, non c’è innovazione, liberalizzazione o globalizzazione che ridia loro speranza. L’unica cosa che vogliono è tornare a lavorare, per pagarsi i debiti e vivere. Non possono più aspettare.
_________________________
* Il riferimento è alla mattina del 20 gennaio 2010.
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20/01/08
Thinking Blogger Award: Attrazione Fatale
Eh, sì, miei cari...era fatale! Alcuni di voi lo sanno che non ho simpatia per i meme e che in genere non accetto le catene, ma questo mi piace per il suo significato in sé stesso e così ho deciso di portarlo avanti.Continua a leggere...
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