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15/06/10

L'Abbaino, Culla Del Genio...

Immagine reperita in Rete

Cari lettori, pubblico di seguito l'ultimo post di una mia carissima amica. L'ho appena letto, dopo una giornata passata a scuola tra la prova scritta di Matematica dei miei ragazzi di terza e la correzione della stessa. Sono stanca morta, ma queste parole di Rosaria mi hanno scaldato il cuore...e ridato energia. Rosà sei meglio di un ricostituente...e pure a costo zero!

Rosaria! Questa straordinaria donna non finirà mai di stupirmi come non finiranno mai di stupirmi la sua saggezza, la sua generosità, la sua intelligenza, e la sua limpidezza di pensiero.

Rosaria e la metafora dell'abbaino...Leggete, amici, leggete.


Di Maria Rosaria Di Lella.

Moltissimi grandi uomini hanno vissuto negli abbaini e alcuni di essi vi sono morti
. Gli abbaini, dice il dizionario, sono i vani in cui si ripone la legna, e il mondo li ha usati per riporvi una buona quantità della propria legna, più o meno in tutti i tempi. I predicatori, i pittori, i poeti, gli uomini dalle fronti spaziose, gli uomini che dicono cose che nessuno vuole udire, questo è il legname che il mondo nasconde nei suoi solai.

Questa prefazione è per dire che forse, oggi, i solai sono cambiati, e sono nello spazio sotto forma di onde che diventano parole, le quali corrono da solaio a solaio. Anche il nome è cambiato.
I solai moderni si chiamano blog.

Anche in questi nuovi solai del mondo è riposto tanto bel legname umano.

Questi nuovi abbaini si dicono virtuali. Non ho mai capito bene questa parola...ma mi piace perchè il virtuale ti porta affetto, amore, e questi sentimenti sono veri. Dal mio solaio ho conosciuto tante belle persone, che tanto mi hanno dato: questa è realtà e non virtualità. Qualunque cosa sia questa parola, l'adoro
. La culla del nostro tempo si chiama Internet. In questa culla ci sono scrittori, poeti, uomini di scienza, quelli arrabbiati; insomma, la varietà del legname è varia e ricca, ed è bello entrare nei solai di tante belle persone dove ognuno ti offre una riflessione, un pensiero nuovo. Sono sicura che, dietro alla parola virtualità, c'è ne un'altra più bella. Ecco, l'ho trovata... c'è Umanità (certo non sempre), ma io parlo solo delle mie amiche e dei miei amici di blog.
Un omaggio a tutti in attesa di partire per Berlino...cosa avete capito? Dal mio abbaino ho visitato Berlino e giovedì lo posterò. Anche perchè, come si dice...di Venere e di Marte non ci si sposa e non si parte.
..e nè s'impara l'arte. Quest'ultima non la sapevo.


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14/12/09

Che Cos'è L'Intelligenza?

Cari amici, rilancio un post pubblicato nell'agosto 2007, quando questo blog aveva appena un mese di vita. Sicuramente quasi tutti voi non lo avete letto, per cui lo ripropongo oggi.

Riporto l'nizio. Il resto andate a leggerlo sul post originale.

Iniziamo subito con alcune domande:

1. che cos’è l’intelligenza?
2. L’intelligenza è una o ce ne sono diversi tipi?
3. Si può misurare l’intelligenza?
4. L’intelligenza è innata o dipende dall’ambiente?
5. Esiste una relazione tra sesso e intelligenza?

In relazione alla prima domanda, si può affermare che, per quanto l’intelligenza sia stata a lungo studiata da molti autorevoli ricercatori, si è ancora lontani dall'aver raggiunto un consenso unanime su una definizione capace di fissarne le caratteristiche di maggior rilievo. Si può comunque affermare che c’è una sostanziale concordanza nel considerare l'intelligenza, in un'ottica evoluzionistica, come strumento che migliora l'adattamento all'ambiente.
Da ciò deriva che l’intelligenza è in primo luogo la capacità di risolvere nuovi problemi, oppure di risolvere vecchi problemi in maniera innovativa. L'intelligenza è anche implicata nello stabilire sia nuove relazioni tra due o più elementi che nel rilevare contrasti tra essi. [Continua a leggere il post]
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06/09/07

L'intelligenza emotiva e le strutture limbiche

Affronto, in questo post, uno dei temi “something else” del blog, ovvero uno dei miei diversi interessi oltre il web 2.0.
Allora, “Che cos’è l’intelligenza emotiva?”, “Che cosa sono le strutture limbiche”, “Esse sono in relazione tra loro?”.

Tre quesiti non semplici a cui tenterò di fornire delle risposte anche se necessariamente non esaustive!
Per comprendere in cosa consiste l’intelligenza emotiva, più precisamente l’ emotional intelligence, occorre, forse, soffermarsi a riflettere attentamente su cosa sono veramente le emozioni e sul loro legame con altri aspetti importantissimi ai fini dell’apprendimento quali, ad esempio, la motivazione.

Secondo Aristotele “Le emozioni hanno relazioni con l’apparato cognitivo perché si lasciano modificare dalla persuasione”.

Potremmo dire, per esemplificare, che le emozioni mettono in luce come si reagisce ad uno stimolo, sia a livello psicologico che fisico, mentre la motivazione ci dà informazioni sul perché la persona sia spinta ad agire in un determinato modo.

Ad esempio, uno studente dedica il fine settimana allo studio rinunciando ad andare in discoteca perché vuole prendere un bel voto nell’interrogazione programmata per lunedì mattina (motivazione), ma al momento di affrontare l’interrogazione, come starà? Potrebbe essere agitato e sentire il cuore battere più forte, impallidire quando il professore lo chiama, sentire i muscoli tesi (emozione). È importante sottolineare che non tutti sentiamo gli stessi bisogni, ma essi sono legati alla nostra individualità, all’appartenenza ad un gruppo, alla cultura di provenienza.
Ad esempio, la psicologia dei consumi presta grande attenzione allo studio di questi fattori per comprendere quali sono le motivazioni inconsce del consumatore. Questa branca della psicologia ha contribuito a mettere in luce l’importanza delle emozioni nella motivazione, contraddicendo la credenza secondo cui le persone motivate agiscono secondo i criteri della razionalità. Si è visto che le scelte del consumatore sono spesso dettate dai bisogni di prestigio, di conformarsi ad un gruppo per sentirsi parte di esso, di dipendenza, di identificarsi con il leader, oppure dalla necessità di differenziarsi, di resistere alle pressioni sociali. Per soddisfare queste esigenze le persone si comportano secondo modalità difficilmente spiegabili con la logica.

Studi sempre più numerosi evidenziano, inoltre, l’importanza di riuscire a comunicare le proprie emozioni, sia verbalmente che attraverso la gestualità del corpo. L’incapacità nel farlo costituisce un vero e proprio disturbo, l’alessitimia, responsabile dell’origine di patologie psicosomatiche, tra i quali l’ansia, le malattie della pelle, alcuni disturbi gastrointestinali, alcune forme di diabete, di asma, i disturbi alimentari……

Ci possono esseredi aiuto nella nostra ricerca anche i risultati ottenuti dagli studi di questi ultimi anni che hanno condotto alla realizzazione di un sofisticato sistema di valutazione delle espressioni facciali collegate alle emozioni.

Due sono i sistemi maggiormente in uso per detta valutazione: uno è quello proposto da Izard e chiamato MAX (Maximally Discriminative Facial Movement), l’altro proposto da Ekman e Friesen (1978) denominato FACS.
Entrambi forniscono dei criteri codificati di valutazione delle espressioni facciali attraverso i quali gli osservatori riconoscono in una serie codificata di espressioni facciali quelle osservate.


Sicuramente il carattere innato o, di contro, appreso delle emozioni è un’altra delle questioni che ha rivestito negli ultimi anni grande interesse negli studiosi.
Il primo ad interessarsi a tale problema fu Darwin (1872 ) il quale, attraverso una corrispondenza con diversi studiosi nel mondo, chiedeva loro di descrivere in maniera dettagliata come gli indigeni esprimessero le loro emozioni. Ne venne fuori un quadro interessante che rivelava come alcune emozioni avessero ed abbiano caratteristiche comuni.

Secondo Daniel Goleman, autore del best seller “Intelligenza emotiva”, questa ha consentito ai nostri lontani progenitori di sopravvivere in un ambiente ostile e di elaborare le strategie che sono alla base dell’evoluzione umana. L’intelligenza emotiva consente di governare le emozioni, di guidarle nelle direzioni più vantaggiose; spinge alla ricerca di benefici duraturi piuttosto che al soddisfacimento degli appetiti più immediati...

Nel prossimo post analizzeremo le aree del cervello emozionale e il centro che controlla le emozioni.

“ Colui che si adira per ciò che deve e con chi deve, e inoltre come, quando e per quanto si deve, può essere lodato!” (Aristotele, Etica nicomachea)

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