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01/07/11

L'Italia Tra 150 Anni | Doodle 4 Google

"L'Italia Tra 150 Anni | Doodle 4 Google" è una competizione artistica rivolta alle scuole italiane per far riflettere gli studenti sul significato dell’Unità d’Italia e sul suo futuro.

Si legge sulla pagina dedicata:

"I doodle sono i loghi personalizzati di Google che celebrano ricorrenze importanti, anniversari e personaggi storici visualizzati sulla nostra home page e visti da milioni di persone ogni giorno.

Per la prima volta, in occasione di un così importante evento per il nostro paese come il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, abbiamo deciso di organizzare un concorso Doodle per Google interamente italiano, sostenuto dall’Unità Tecnica di Missione per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali."

Ebbene gli studenti italiani, con le rispettive scuole, hanno risposto in massa, scatenando la loro creatività.

I lavori sono stati inviati entro il 10 giugno scorso, termine fissato per la deadline. Sono stati selezionati 10 doodle per ogni ordine scolastico: scuola elementare, scuola media inferiore, scuola media superiore.

I 30 lavori che hanno superato la seconda fase (10 per ciascuna delle tre categorie), selezionati da una giuria di esperti tra cui Jovanotti, sono molto belli.

Il pubblico voterà online sul sito di Google 4 Doodle le opere dei finalisti e decreterà i vincitori (1 per categoria). Il vincitore assoluto sarà quello che totalizzerà il maggior numero di voti.

Premi previsti per i vincitori:

- Il doodle vincitore assoluto verrà pubblicato sulle home page di Google in Italia il giorno 30 settembre 2011.

- Computer portatili HP per gli studenti vincitori di categoria fino ad un massimo di 3 per gruppo.

- Gadget Google.

Le votazioni saranno aperte fino al 15 Settembre. Il vincitore assoluto sarà, come già indicato, colui o colei che totalizzerà il maggior numero di voti; in ogni caso tutti i gruppi finalisti sono invitati all’evento di chiusura, che si terrà al museo MAXXI di Roma il 29 settembre 2011.

Vota subito ed eleggi i vincitori della competizione!

Riporto di seguito uno doodle scelto a caso per ciascuna delle tre categorie, tra quelli giunti in finale.

Scuola elementare o primaria


L'Italia ama la terra

Secondo noi l'Italia tra 150 anni sarà ancora un bel campo coltivato che produce pane, pasta, vino, olio, abbondanza di frutti e ortaggi: cioè le cose più buone della vita.

I Garfagnini
Istituto Comprensivo di Piazza Al Serchio, Gorfigliano

******

Scuola media inferiore o secondaria di 1° grado


Un giorno per il futuro

Massimo D'Azeglio:"Fatta l'Italia, ora bisogna fare gli Italiani". In un momento di forte immigrazione, vedo un futuro in cui i protagonisti sono giovani di diverse nazionalità, uniti tra loro, che un giorno diverranno ricchezza per un'Italia unita nella solidarietà e umanità.

CM97
Istituto Comprensivo Archi Cittadella Sud Donatello, Ancona

*****

Scuola media superiore o secondaria di 2° grado


Speranza

A mio parere l'Italia fra 150 anni spero sia libera, splendente, pulita dai tanti problemi e aspetti negativi che la oscurano. Tutto ciò sarà possibile solo grazie alla conoscenza (cultura), ossia al lavoro della scuola e quindi dell'università Italiana

Dario
ITIS A. Volta, Sassuolo



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15/10/10

MightyBook: Apprendere L'Inglese Con Storie Animate, Canzoni, Giochi E Altro

http://www.mightybook.com/


Cari lettori,

vi segnalo MightyBook, un'eccellente piattaforma progettata per l'apprendimento che sta aiutando i bambini di tutto il mondo a leggere e parlare l'inglese.

Con più di 800 racconti animati, canzoni, giochi e puzzle, valide offerte di lezioni pianificate, e quiz online, MightyBook è quanto di meglio si possa trovare nell'ambito dell'istruzione e dell'educazione.

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18/06/10

LA SCUOLA E' UN FILM!!!

Giusto per sorridere un po' in un periodo in cui la Scuola italiana sta invece agonizzando per colpa di una politica che conosce soltanto il verbo "tagliare" selvaggiamente risorse vitali per la sua sopravvivenza.

Via



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07/06/10

Lo Scempio Della Scuola Pubblica Sotto La Scure Di Tremonti

Cari lettori,

questa volta non si tratta della segnalazione di un tool o di un sito, ma di qualcosa ben più importante: è un grido di dolore che percorre l'Italia dal Nord al Sud, ne sono sicura perché gli insegnanti italiani non possono non condividere il contenuto della lettera che Mila Spicola, un'insegnante palermitana ha indirizzato al ministro Tremonti. MicroMega l'ha pubblicata, ed io la riporto integralmente perchè mi appartiene totalmente.


**********


di Mila Spicola

Ministro Tremonti,

dirà lei: non ne posso più di sentirvi, voi insegnanti. Molti lo stanno già dicendo insieme a lei. Eppure, non demordo. Ci sono due tipi di alunni svogliati: quelli che a furia di rimproveri continuano imperterriti a rifiutare qualunque invito alla responsabilità e quelli invece che, sentendosi ripetere sempre la stessa cosa, alla fine rinsaviscono per sfinimento. Voglio essere ottimista, annoverare lei tra i secondi e prenderla per sfinimento. Fosse anche una minima parte dello sfinimento che ho io, alla fine di quest’annus terribilis per la scuola italiana. Stanca, amareggiata, sconsolata, eppure lei non ci riesce a prendermi per sfinimento, continuo a protestare, come i soldati alle Termopili. Magari lei non ascolterà, ma qualche italiano di “buona volontà” , come si diceva una volta, sì.

Lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. E’ esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un‘aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c'è, un giorno non c'è, un giorno è un "anatema psicologico delle sinistre" e l'altro giorno "dobbiamo fare sacrifici". Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora. Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33, ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.

C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i problemi erano altri, non certo questi, ed era una bella scuola. Chi non deve parte della sua personalità a quel docente che non dimenticherà mai?

Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella: tagli alle ore e tagli ai finanziamenti per la gestione. “Facessero una colletta i genitori, e che sarà mai qualche decina di euro”. Nulla. Ma non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, qualche decina di euro aiuta ad andare avanti. E così avete tagliato. Nella scuola dove insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi, incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti mortali e le capriole all’indietro. Questo lo sapevate, vero? Qual è l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a lavorare senza grossi drammi? La nostra. Nel senso che lei aveva ragione e che quindi, nonostante i tagli, e visto che riusciamo ad andare avanti, la scuola non ha tutti ‘sti problemi? No, aveva ragione perché per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi: e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l'appello tutte le mattine.

Però sa cosa c’è? C'è che abbiamo anche sopportato e stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no. Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze giornaliere, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà: si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati), due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno. A volte me ne arrivano altri 3 o 4 da altre classi.

E allora mi dica lei qual è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E‘ una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni cosa vi aspettate? E’ già un miracolo se abbiamo le sedie nella mia scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con muffa e infissi rotti, che puntualmente aggiustiamo stornando somme da altri fini. “Si rivolga al Comune” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario, sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. Macchè, manco la chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a salvaguardare le scuole private.
Lei lo chiama razionamento e si riempie la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città italiane. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè a noi che le vediamo e viviamo la verità delle cose. Perché nemmeno il contributo di 15 euro annui riescono più a pagare. Un disastro che chiamo illegalità.

Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi siano il bersaglio vero delle nostre scelte. E’ questa l’illegalità, non solo la 'ndrangheta, la camorra e la mafia, è questo l’esempio in cui crescono i miei ragazzi sfortunati. Ma l’illegalità e il non rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica, che parlo male della scuola e che un insegnante non può farlo. Io non parlo male della scuola? Come potrei? E’ la mia vita. Io dico male della distruzione che ne state facendo, parlo male di voi, ecco perché non me lo permettete. Non di fare politica, bensì di esercitare un dissenso sacrosanto. Si difenda contraddicendomi con fatti. Parlo male... Faccio politica... dice? E sia pure! Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: sono io a formare i cittadini di domani, mica Lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”. Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno di più io, non di certo Lei che gli toglie maestri, risorse e ruolo sociale: perché se si permette di uccidere il mio ruolo, insieme al mio, annulla quello di studente. Non ci aveva pensato? Lasciate i fanciulli senza guida, ne farete dei tiranni, questo diceva Platone. Quante mamme non posso riconoscersi in quella frase ripercorrendo le lotte giornaliere con i loro piccoli tiranni?

Da qualche mese mi rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. Il mio Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli?

E allora le faccio una proposta indecente davvero: di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza degli edifici scolastici: sono questi i monumenti culturali dell’Italia che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.

(31 maggio 2010)

Fonte della notizia
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19/05/10

"La Città Di P" - Progetto Videolibro



Cari lettori,

vi segnalo un video realizzato, nel corso di un laboratorio scolastico presso la S.M. D.Alighieri di Volpiano (TO), nell'anno scolastico 2008 - 09, dagli alunni della classe 3° D, sotto la supervisione dei docenti: Nella Rozio, Bruna Vignolo, Giorgio Dellepiane Garabello.

La finalità del prodotto elaborato è fare in modo che gli alunni mettano in gioco abilità creative negli ambiti musicale, letterario e figurativo per migliorarle, ma anche per utilizzare in modo qualitativamente mirato le risorse multimediali in ambito educativo.

Testo
originale prodotto dal Laboratorio di scrittura creativa a cura di Nella Rozio

Musiche e suoni originali prodotti dal Laboratorio musicale, a cura di Giorgio Dellepiane Garabello.

Disegni prodotti dal Laboratorio grafico, a cura di Bruna Vignolo

Sintesi sonora e montaggio video di Giorgio Dellepiane Garabello


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31/01/08

Risorse Affidabili e Di Alta Qualità Per L'Apprendimento Online: Global Scholar

GlobalScholar offre una straordinaria piattaforma di tutoring online. Qui genitori e alunni possono connettersi in modo sicuro e interagire con educatori affidabili, che offrono il loro supporto one-to-one, aiutano nello studio domestico o nell'auto-apprendimento.

La piattaforma può essere utilizzata dalle scuole e dai distretti scolastici per consentire agli insegnanti e agli amministratori di creare, gestire e mettere online contenuti, valutazioni, curriculum, apprendimento standard e supplementare per guidare una performance educativa efficace.

In aggiunta, CollegeFinder è un free service che fornisce una informazione completa su migliaia di college per aiutare genitori e studenti a operare delle scelte mirate sull'educazione continua.

In definitiva, GlobalScholar copre lo scenario dell'apprendimento.

Attraverso questa potente piattaforma, gli utenti sono in grado di pilotare il corso dell'educazione, realizzare i loro obiettivi con maggiore confidenza e controllo.

Segue uno screenshot.


Consultare la demo creata con Camtasia Studio 5 per saggiare il funzionamento di Global Scholar.

[ Via sphere ]


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08/09/07

Il Primo Rapporto sulle scuole italiane

Essendo una docente, non ho saputo resistere alla tentazione di pubblicare una notizia letta sul 1° numero, 1 settembre 2007 ANNO LIII della rivista "Scuola e Didattica", Editrice La Scuola

Tra l'altro, essendo una redattrice di questa rivista, ne approfitto per pubblicizzare il mio lavoro agli eventuali visitatori del blog che siano docenti di matematica e scienze. A pag. 64, si può reperire l'insieme delle 7 unità di apprendimento di scienze per la classe 1° media, che saranno pubblicate, a partire dal mese di ottobre, durante l'arco dell'intera annata.

Chiusa la parentesi pubblicitaria (non me ne vogliate!), ritorniamo all'argomento del post, riportando di seguito la notizia in versione integrale.

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Sono in Emilia Romagna le scuole migliori, e precisamente nella provincia di Forlì-Cesena, seguono la Lombardia, Marche, Piemonte, Friuli Venezia Giulia. Lo ha stabilito il Primo Rapporto (unico in 150 anni di vita della scuola italiana…) stilato a fine anno scolastico da “Tuttoscuola”, che ha analizzato tutti gli istituti italiani valutando i risultati scolastici degli alunni, i livelli di istruzione, la gestione del personale, la funzionalità di servizi ed edifici.

Le scuole della provincia romagnola- oltre a vantare i migliori risultati scolastici e un’ alta qualità dei livelli di istruzione- garantiscono anche una corretta gestione del personale, dotazioni didattiche e informatiche adeguate, politiche finanziarie virtuose degli Enti Locali. Più variegata e composita appare la situazione esaminando i dati delle diverse aree del Rapporto.

Cattive notizie, ad esempio, per Firenze, al 78° posto, dopo Teramo, Campobasso e Reggio Calabria: nella classifica generale delle Regioni, la Toscana si piazza solo quattordicesima, dopo l’ Abruzzo e prima del Molise. La Puglia risulta la Regione con la migliore dotazione informatica delle scuole mentre Crotone è la città con gli studenti delle primarie più bravi.

Secondo le prove dell’ INVALSI, gli alunni delle scuole del Sud ottengono migliori risultati nelle scuole primarie, invece quelli del Nord guidano la graduatoria d’eccellenza nella scuola secondaria; gli studenti del Nord-est sono i più bravi in Matematica. La graduatoria che emerge da questo Rapporto deriva da 152 indicatori dalle ultime rilevazioni ufficialo (MPI, ISTAT, Min. Interno, Ragioneria Generale dello Stato…): una base dati imponente, elaborata con rigore scientifico, da cui si ricava un’approfondita e inedita radiografia del sistema scolastico del nostro Paese. (Maurizio Landi)

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Fine! Potete anche consultare il seguente indirizzo per ulteriori approfondimenti.
Bene! Essendo io del mestiere, non esprimo volutamente alcuna considerazione lasciando a voi i commenti. Accomodatevi, dunque;)

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