Visualizzazione post con etichetta IMSld. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta IMSld. Mostra tutti i post

20/07/07

Learning Design: alcuni termini da conoscere

In chiusura del primo post dedicato al Learning Design, avevo promesso di introdurre il significato di alcuni termini che occorre conoscere, volendosi avvicinare a tale ambito.

Mantengo dunque la promessa.
  • Learning Design, acronimo LD: è, come già detto nel primo post, un formalismo o standard per descrivere scenari di apprendimento/insegnamento per la pianificazione e la progettazione di un evento didattico descrivibile in un formato leggibile da un computer.
  • Educational Modelling Language, acronimo EML: si intendono i linguaggi descrittivi formali, sviluppati dalla Open University.
  • Institute of Electrical and Electronic Engineers, acronimo IEEE: nacque il 1° gennaio 1963 dalla fusione di due istituzioni precedenti: l'IRE, Institute of Radio Engineers, e l'AIEE, American Institute of Electric Engineers nati nel 1884. La sua sede è nello stato di New York, negli Stati Uniti. Ad oggi l'IEEE annovera più di 320.000 membri in 150 nazioni; comprende tecnici, ingegneri e ricercatori di tutto il mondo nel settore elettrotecnico ed elettronico. Gli studi e le scoperte dei suoi membri hanno contribuito a edificare il mondo attuale come noi lo conosciamo. Le pubblicazioni dello IEEE sono il 30% della letteratura ingegneristica e coprono quasi tutti gli aspetti dell'Elettronica e dell'Informatica moderna. Inoltre IEEE ha definito oltre 900 standard industriali.
  • Learning Object Metadata, acronimo LOM, è uno standard che specifica i Metadati dei Learning Object. Lo standard LOM IEEE 1484.12.1-2002 specifica uno schema dati concettuale che definisce la struttura di un’istanza di metadati per un Learning Object. Per questo Standard, un learning object è definito come ogni entità - digitale o non digitale - che possa essere utilizzata per l’apprendimento.
  • Sharable Content Object Reference Model, acronimo SCORM: è tecnicamente un "reference model", cioè una raccolta di specifiche tecniche che consente, tra le altre cose, lo scambio di contenuti relativi all'e-learning in maniera indipendente dalla piattaforma. Vengono definite, attraverso queste specifiche, le modalità di funzionamento della piattaforma di formazione o LMS e dei materiali didattici utilizzati. Scorm non si occupa di qualità didattica, ma unicamente della modalità tecnica di funzionamento. Questo è possibile in quanto SCORM definisce al suo interno le caratteristiche che dovrebbero essere supportate dall'LMS (Learning Management System) e utilizzate dal pacchetto SCORM. Tutto il reference model si basa sui Learning Object, 'mattoni elementari' con i quali vengono strutturati i corsi. Un materiale didattico SCORM è un file con estensione .zip, oppure .pif che contiene all'interno diverse sezioni relative alla struttura, alla descrizione con metadati, al funzionamento all'interno di un LMS. Lo standard SCORM specifica gli standard per il Riutilizzo, Tracciamento e Catalogazione degli oggetti didattici, dunque possiamo dire che SCORM non riguarda direttamente le piattaforme ma gli oggetti di e-learning generalmente definiti Learning Object. La piattaforma di E-Learning ha solo il compito di dialogare con l'oggetto interpretando i messaggi che gli vengono passati, la compatibilità della piattaforma si limita a "capire la lingua" dell'oggetto e, se necessario, a sapergli rispondere.
  • IMS Learning Design: è lo standard di riferimento per il Learning Design.
  • Resource Description Framework, acronimo RDF, è un framework per la descrizione della conoscenza nel web. Esso è stato specificatamente creato, secondo una recommendation del W3C, per la descrizione dei metadati relativi alle risorse. Questo framework è alla base del cosiddetto web semantico, e permette la condivisione di conoscenza sul web.
  • eXtensible Markup Language, ovvero «Linguaggio di marcatura estensibile», acronimo XML. E’ un metalinguaggio creato e gestito dal World Wide Web Consortium (W3C). È una semplificazione e adattamento dell'SGML, da cui è nato nel 1998, e permette di definire la grammatica di diversi linguaggi specifici derivati. E’ un linguaggio utile allo scambio dei dati, quindi di back-office e non di front-office, o di esposizione che dir si voglia. Per scambio dei dati si intende la conservazione in una struttura XML di dati presi, presumibilmente, da un database o da altre fonti, oppure memorizzati direttamente all'interno di una struttura XML.
  • RDF Site Summary ed anche Really Simple Syndication, acronimo RSS. E’ uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l'estensibilità e la flessibilità. RSS definisce una struttura adatta a contenere un insieme di notizie, ciascuna delle quali sarà composta da vari campi (nome autore, titolo, testo, riassunto, ...). Quando si pubblicano delle notizie in formato RSS, la struttura viene aggiornata con i nuovi dati; visto che il formato è predefinito, un qualunque lettore RSS potrà presentare in una maniera omogenea notizie provenienti dalle fonti più diverse.
  • Semantic Web: con il termine, si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove è possibile pubblicare non più solo documenti (pagine HTML, file, immagini, e così via) ma anche informazioni e dati relativi ai documenti stessi (metadati) in un formato adatto all'interrogazione, interpretazione e, più in generale, all'elaborazione automatica. Così facendo sarà possibile un'interpretazione più significativa del contenuto dei documenti stessi, l'effettuazione di ricerche altamente precise, ed altre operazioni specialistiche.
  • Computer Supported Collaborative Learning, acronimo CSCL: si intende l'apprendimento Collaborativo Supportato dal Computer.
  • Dall'inglese Active e eXtension, Estensione Attiva. ActiveX è il nome di una tecnologia sviluppata dalla Microsoft destinata agli sviluppatori e creata per poter estendere le potenzialità e le funzioni di un'applicazione. L'ActiveX non è un linguaggio di programmazione, ma appunto una estensione che, integrata in un'applicazione predisposta all'utilizzo di questa tecnologia, permette di aggiungere nuove possibilità, comandi ed, eventualmente, semplificare alcuni processi, soprattutto nell'ambito dello sviluppo di software.

Questo è tutto. Non è un tema molto semplice da affrontare, lo so bene, ma posso assicurarvi che è avvincente una volta che ci si addentra.

In uno dei prossimi post, introdurrò alcuni tool dedicati al LD.

Vi lascio il link che porta a due miei articoli riguardanti i Learning Object, pubblicati sulla rivista Scuola e Didattica, nel caso qualcuno fosse interessato ad approfondirne la conoscenza.

Alla prossima;-)


Continua a leggere...

13/07/07

EML e Learning Design

L' E-Learning è un'altra grande passione, in particolare la progettazione e il Content Management. L'EML e il Learning Design sono il cuore di tutto questo.

Facciamo allora un po' di luce sui termini:

- Learnig Design è un formalismo o standard per descrivere scenari di apprendimento/insegnamento riguardanti la pianificazione e la progettazione di un evento didattico, descrivibile in un formato leggibile da un computer.

- Con EML, o Educational Modelling Language, si intendono i linguaggi descrittivi formali, sviluppati dalla Open University of Nederland.

Questo articolo di Antonio Fini spiega come si è giunti alla specifica IMS Learning Design, a partire dalla creazione del linguaggio EML a cura della Open University of Nederland, fino ai lavori del Valkenburg Group e del progetto europeo Unfold, un progetto biennale che si è concluso nel dicembre 2005.

Questo progetto, sponsorizzato dall'Unione Europea, ha svolto un ruolo di rilievo per incentivare la diffusione di IMS Learning Design e lo sviluppo e la conoscenza dei tool ad esso correlati. All'interno del progetto sono state svolte numerose attività, create comunità di pratiche, effettuati meeting periodici. Il sito del progetto è una autentica miniera di informazioni su questo argomento: il vero centro operativo per chi voglia anche soltanto capire meglio in cosa consiste il Learning Design.

E' disponibile anche una pubblicazione riassuntiva (booklet) delle attività del progetto. Consiglio agli interessati di visitare il sito (in particolare, la pagina dedicata alle risorse su LD).

Sempre per gli interessati (Flashmotus ti sei dichiarato tale, ricordi?), propongo alcuni materiali in inglese (potete sempre tradurre con Babelfish;-)).

Un documento teorico di riferimento, da cui discende un po' tutta la letteratura relativa a EML e al Learning Design. L'autore è il prof. Rob Koper, della OUNL. Il suo "metamodello" pedagogico è la reale base teorica del Learning Design.

L'autore stesso, a proposito di questo lavoro, scrive: "The title of this article could have been: where is the learning in e-learning?".

Nel primo capitolo del volume "Learning Design" (a cura di R.Koper e C.Tattersall, edito da Springer, Berlino, 2005), intitolato "Introduction to Learning Design", sono descritti i presupposti teorici del Learning Design e le metafore utilizzate nello sviluppo.

Il secondo capitolo dello stesso libro, è dedicato ad una descrizione dettagliata della specifica IMS Learning Design, in tutti i suoi aspetti tecnici e metodologici.

In futuro, introdurrò il tema, spinoso, di alcuni tool dedicati al Learning Design, ma prima, in uno dei prossimi post, introdurrò il significato dei termini da conoscere nell'ambito del Learning Design.

Per adesso....it's enough!
Continua a leggere...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...