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23/01/10

Giuseppina Virgili: Microimprese E Abbandono Delle Istituzioni


L'amico Marco di Splinder mi segnala il caso di Giuseppina Virgili, che, a sua volta, ha appreso da questo blog, da cui riporto l'articolo che leggerete di seguito.

Penso che l'unico modo concreto di cui disponiamo, per dare un segno tangibile della nostra solidarietà, sia quello di contribuire alla diffusione della notizia, perché le sole parole si dissolvono come neve al sole e svaniscono come foglie trascinate dal vento.

Riporto da Bistrot Chez Maurice.

La signora mi scuserà, ma fino a stamani*, quando è apparsa sugli schermi di Rai3 a Cominciamo Bene (il video sarà disponibile nei prossimi giorni), non avevo neanche mai sentito nominare Giuseppina Virgili. Non è una sconosciuta se Google dà oltre 120 mila voci per lei, ed esistono un gruppo di solidarietà su Facebook, un blog ed un sito che raccoglie le Imprese che resistono, come la sua.
Molti ne hanno parlano – fra gli altri qui, qui e l’Espresso qui – e c’è anche un programma per questo movimento al quale possono aderire tutte le piccole e medie aziende che hanno problemi nell’attuale crisi.
Bastano due soli numeri per capire la drammaticità della situazione:

  • sono 1608 i piccoli imprenditori del nordest che dall’inizio della crisi si sono tolti la vita, l’ultimo buttandosi sotto il treno della Venezia-Trento
  • sono 30 le aziende che ogni giorno chiudono in Italia.
Se i lavoratori dipendenti hanno al loro fianco le organizzazioni sindacali che li tutelano, e se le grandi aziende hanno voce in capitolo in Confindustria, quell’esercito di micro- imprese che lavorano nei diversi settori sono gli "invisibili", come ormai sono definiti. Neppure le cosiddette organizzazioni di categoria, Confcommercio in testa, si preoccupano di loro e li hanno da tempo abbandonati, salvo farsi vivi quando c’è da perorare il voto per qualche candidato locale.
Sono quelli che se chiudono non lasciano traccia se non nei libri contabili delle banche e dei fornitori, dell’Agenzia delle Entrate e – spesso – nei libretti neri degli usurai. Sono quelli che una volta venivano additati come l’ossatura portante della nostra economia, quelli che non ricevevano sussidi di nessun tipo dallo Stato, ma che facevano tanto comodo allo Stato per le sue statistiche ed il poderoso prelievo fiscale.

Anche la stampa comincia ad interessarsi di loro non più come evasori fiscali tout court, ma come entità economiche che stanno lottando a denti stretti per tener aperta la saracinesca ogni santa mattina, sperando che succeda qualcosa per raddrizzare la barca.
Sono aziende che occupano spesso marito, moglie, uno o più figli, uno o più dipendenti, nate di recente su un progetto di vita o in tempi passati, con generazioni laboriose che hanno mantenuto famiglie ed economie.

Fino ad ieri i problemi venivano lavati in casa perché la dignità e l’orgoglio di queste persone non permettevano di esternare la loro difficile situazione. Oggi, finalmente, hanno preso coscienza che la loro è una condizione condivisa dalla grande maggioranza delle imprese, che la banca che rifiuta loro credito lo rifiuta anche a centinaia e migliaia di altri "invisibili", che non basta sorridere perché i conti tornino in attivo.

Non c’è ricetta magica che li possa salvare, non c’è innovazione, liberalizzazione o globalizzazione che ridia loro speranza. L’unica cosa che vogliono è tornare a lavorare, per pagarsi i debiti e vivere. Non possono più aspettare.

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* Il riferimento è alla mattina del 20 gennaio 2010.
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09/04/09

Terremoto: Il Confine Tra La Notizia E La Sua Strumentalizzazione

Il tg1 (7/4/09 ed. 13:30) elenca fiero tutti i dati di ascolto del giorno del tragico terremoto in Abruzzo.

Cari lettori, mi riallaccio al post "Terremoto: Una Spigolatura Intelligente..." per fare una riflessione sul confine fra la notizia e la sua strumentalizzazione di parte, che viene sistematicamente violato da lunedì scorso.

Il colmo dei colmi è raggiunto nello sfoggio di ascolti e share da parte del Tg1 delle 13.30 del 7 aprile, da molti segnalato nella blogosfera, e poi continuato nell'edizione delle 20.00, dove l’unica notizia fornita, oltre alla copertura sul terremoto, era quella relativa alle dimissioni di Riotta e agli ascolti totalizzati con lo speciale di Vespa il giorno precedente.

Da parte mia posso solo affermare che, in questo momento, la guerra dell’Auditel e dintorni è l'ultimo dei miei interessi.

Se posso tollerarla quando il focus è su Amici e X-Factor, non la sopporto decisamente nella situazione drammatica di questi giorni.

La Rai non dovrebbe dimenticare che è un servizio pubblico, almeno fino a quando non smetterà di farci pagare il canone, e ha pertanto il dovere di informare gli utenti sulla tragedia dell’Abruzzo, senza preoccuparsi di Auditel et similia, perché quello è, nel frangente attuale, il suo compito istituzionale.

...E poi, se fa difetto l'umana pietas, almeno un po' di buon gusto, diamine!


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07/04/09

Terremoto: Una Spigolatura Intelligente...

Cari lettori, riporto di seguito una intelligente spigolatura sul terremoto, presa dal blog del mio carissimo amico Mauro, matematico di rara arguzia e preparazione. La pubblico perché riflette anche il mio pensiero.

Scrive il caro Mauro.
Sì, noterete l'immagine diversa dalle solite spigolature, ma direi che questa è più appropriata...


Sono rimasto sbigottito davanti al TG1 delle 13.30 di martedì, che ha chiuso una litania di pianti e rovine leggendo le cifre trionfali degli ascolti dovuti al terremoto. Ma chi sono questi esaltati, accecati dalla vanità, che si vantano (neanche fosse stato il successo di un telefilm o di un varietà) di avere fatto semplicemente il loro dovere di giornalisti del servizio pubblico? In Abruzzo i morti sono morti per permettere all’oramai ex direttore Riotta di pavoneggiarsi? Un minimo di senso della decenza, no?

Dopo di che ho inteso alla radio un imbecille ministro dire che il terremoto ha distrutto il mito del cemento. Quel ministro idiota non sa (ma sono certo che finge di non sapere) che non è stato il cemento a cedere, ma sono state la cattiva progettazione della costruzione, o la composizione del cemento o la scarsa (per non dire inesistente) presenza del ferro nel cemento armato, ad aver ucciso oltre duecento persone. Questo è il problema che angoscia chi non è aprioristicamente contrario alle centrali nucleari o ai ponti, come quello in via di progettazione per una delle più pericolose zone sismiche europee, Messina/Reggio Calabria. In teoria, come dimostrato in Giappone o in California, si possono costruire edifici capaci di resistere a sismi ben più violenti di quello che ha devastato l’Abruzzo. Ma in pratica, chi controllerà che le norme, la qualità e la composizione dei materiali siano corrette nella futura edificazione di centrali nucleari o di ponti?

E, dulcis in fundo, mi tocca sorbirmi la litania del Cdg che snocciola cifre sui soccorsi, sui salvati e sui morti (toppandoli clamorosamente, com’è ovvio), neanche fosse lui il capo della Protezione civile (che peraltro gli sedeva al fianco). A Milano c’è un proverbio (e mi scusino gli amici milanesi se sbaglio, ma io lo ricordo così): Offelée fa el tò mestée ("Pasticcere, fa’ il tuo mestiere"). Ma già, lui è il nostro papà e in questi casi ci invita ad andare tutti al mare (come ha fatto con i senzatetto abruzzesi...), che ghe pensa lü...
*****
Che cosa ne pensate? Io sottoscrivo in pieno...


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07/03/09

blogMagazine: Nasce La Rivista Elettronica Gratuita Scritta Da Soli Blogger

BlogMagazine è un esperimento di editoria virtuale, una rivista elettronica gratuita scritta da soli Blogger fruibile in modalità sfogliabile Flash e in formato PDF.
Il magazine è rivolto principalmente a Blogger e a persone che hanno confidenza con tecnologie e servizi disponibili attualmente sul web. Gli articoli pubblicati nella rivista elettronica sono unici e originali, rilasciati con Licenza Cretive Commons, scritti principalmente da Blogger conosciuti nella Blogosfera, selezionati con cura a seconda della rubrica da gestire.

BlogMagazine dà spazio a tutti, non solo a Blogger conosciuti nella blogosfera, ma anche a tutte quelle persone appassionate di Blogging, capaci di scrivere con dedizione e competenza sulle tematiche da gestire. Il magazine è suddiviso in svariate categorie "Tecnologia, Hi-Tech, SEO, Web, OS, Design, Cinema, Mobile, Console, Gossip", con l’obiettivo di introdurne altre ugualmente interessanti.


Il progetto non si ferma sul web, infatti, grazie ai feedback dei lettori, potrebbe svilupparsi in parallelo su riviste cartacee, sempre gratuite, con lo scopo di raggiungere persone non prettamente geek e divulgare i contenuti della rete, in un modo semplice e intuitivo.



Il progetto sembra avere le carte in regola per diventare un nuovo canale di diffusione e condivisione di conoscenze non solo all’interno della Blogosfera, ma anche al di fuori. Per questa fase sperimentale BlogMagazine non rappresenterà una testata giornalistica in quanto i contenuti e la rivista verranno aggiornati senza alcuna periodicità.

Vai a BlogMagazine

Sfoglia la rivista in modalità Flash

Scarica la rivista in formato pdf

Un sincero "in bocca al lupo" a blogMagazine!
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06/04/08

Mutazioni [La Vignetta Della Domenica]

Un po' di satira intelligente non guasta, per cui vi propongo una interessante vignetta di Dario Di Simone, che fa sorridere, ma anche riflettere...




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02/08/07

Update: Temporary Reporting Delay since Saturday Night


Il titolo del post, datato 30 luglio 2007, è quello da me trovato in rete sul "The Official Google Analytics Blog". Sembra che la blogosfera americana sia stata in agitazione per qualche giorno a causa di un ritardo temporaneo del servizio, ma la situazione è largamente rientrata, come si deduce dall'update del 31 luglio.

Riporto uno stralcio dell'update del 30 luglio:

"Google Analytics users,There is a temporary reporting delay within Google Analytics accounts. For most accounts, reporting is current through this past Saturday night. Please note that no data will be lost - data will continue to be collected and processed during this time."




Guai che capitano: tutto è bene quel che finisce bene;-)

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