
Cari lettori, eccomi qui con una segnalazione che vale veramente la pena seguire con attenzione. Una decina di giorni fa leggo un post
sul blog dell’amica
Vittoria, dove trovo un link che mi porta ad un'intervista fatta a
Marina Garaventa. Un’intervista che mi colpisce molto.
Ma andiamo per gradi. Chi è Marina Garaventa? Marina Garaventa è nata a Genova in una famiglia di musicisti e si è sempre occupata di musica e di organizzazioni di spettacoli musicali per e con i ragazzi, con l’Associazione Culturale Dafne, da lei fondata nel 1997. Dal 1995 è impegnata politicamente.
Marina ha scritto a quattro mani, insieme a
Emilia Tasso, un libro “
La vera storia della principessa sul pisello” in cui la celebre fiaba citata nel titolo è solo “
il pretesto per raccontare la tragi-commedia che infarcisce quotidianamente i diversi ambiti del vivere umano. Ovviamente il sodo di questa narrazione è la storia vera, vissuta e determinata di chi cerca di subirla il meno possibile e considerando che ogni giorno si vive pericolosamente, curarci di noi e delle storie degli altri può aiutarci a capire il senso delle tante vite nel pericolo dell’oblio.”E sin qui niente di particolare, direte, a parte il fatto che si tratta di una donna impegnata nel sociale e in politica.
Ma Marina è una donna speciale perché dal 2003 è attaccata ad un respiratore che la tiene in vita. Nonostante ciò è sempre attiva ed entusiasta della vita. Come lei stessa afferma :“ La mia esistenza è cambiata totalmente ma il mio spirito no. Vivo in simbiosi col mio pc che mi fa parlare, leggere, lavorare e, soprattutto, comunicare".
Riporto di seguito
l’intervista che ha rilasciato per il blog “Il tesoro nel campo”. Ma prima voglio ringraziare di cuore Marina per la sua disponibilità a condividere con noi la sua storia...
Grazie di esistere, Marina!
Nella vetrina d'onore, in sidebar nella home, trovate, sino a nuova segnalazione, il link al suo blog.
Ed ecco a voi l'intervista.
Marina ha 48 anni e vive, dal 2002, “a letto, attaccata, ad un respiratore. Quel tubo che esce dalla mia gola è la cannula che porta aria ai miei polmoni con l’aiuto di un sofisticato quanto piccolo ventilatore computerizzato al quale sono attaccata 24 ore al giorno. Insomma, tanto per intenderci, anche io, come Welby e Papa Wojtyla, sono una tracheostomizzata (parola impronunciabile che è più difficile dire che subire) e, naturalmente, anch’io non posso parlare!”
Marina, vuoi “raccontarci” del tuo tesoro nel campo?
Sono nata con una rarissima sindrome genetica (la sindrome di Elhers-Danlos), che mi ha obbligata ad affrontare prove difficilissime per avere una vita "normale"… ho imparato subito a lottare e affrontare a viso aperto i problemi. Dopo una vita intensa e appagante, a 42 anni, a seguito di una nuova sindrome, detta di Guillain-Barrè, la mia vita è totalmente mutata. Ero nel pieno della vita: consigliere delegato ai servizi sociali e alla cultura del comune di Savignone, consigliere alla Comunità Montana Alta Valle Scrivia, docente all’Uni3, presidente di un’associazione musicale di giovani musicisti… e quel che mi è accaduto è una di quelle cose che nessuno mette mai in conto.
Oggi, non posso muovermi e ho conservato solo l'uso della mimica facciale e delle mani. A questo punto, avrei potuto scegliere di chiudermi in me stessa e invece, passati i giorni dell’ira e quelli dello sconforto, (e non sono stati pochi!) ho cercato, per quanto possibile, di trovare il meglio che la mia condizione poteva offrire. E il meglio l’ho trovato! Paradossalmente, per una che non può camminare, uscire, parlare, telefonare, il meglio di questa mia vita è: COMUNICARE!
Comunicare agli altri, non tanto la mia forza e determinazione, ma che, in ognuno di noi, esiste forza e determinazione sufficiente per affrontare la vita e le sue difficoltà. Grazie a internet, ho scelto di aprirmi agli altri.
Possiamo dire che hai trovato il tuo tesoro…
Come spesso accade, è la vita stessa che me lo ha indicato. La mia bisnonna aveva coniato il motto della nostra famiglia:
"Abbiamo sempre lottato e sempre vinto". A questo, ho aggiunto il mio: "
Se non rido non vivo". Da quando è uscito il mio libro
"La vera storia della principessa sul pisello", ricevo molte e-mail e messaggi di lettori che mi ringraziano e apprezzano il messaggio che ho voluto lanciare col mio lavoro. Trattando della mia condizione in modo autoironico e combattivo, voglio dire, a chi mi legge, nel libro, nel blog e negli articoli, che, nonostante tutto, la vita è immensamente bella, in ogni suo aspetto, e degna di essere assaporata e affrontata, sempre.
Un suggerimento per chi è in ricerca…
Io non sono molto brava a dare suggerimenti e consigli: credo che ognuno possa trovare, dentro di sé, tutte le risposte, a patto che voglia cercarle. Il suggerimento è di non fermarsi mai di cercare e, soprattutto, di non aver paura di cercare e di scoprire. La vita è spesso imprevedibile e, quasi sempre, nel bene e nel male, non si accorda coi nostri desideri: è necessario adattarsi ad essa e, senza soccombere, cercare di trarre il meglio da ciò che offre. Posso lasciarvi
un consiglio d'autore nel quale mi ritrovo perfettamente…
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